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CHI SIAMO
GinkGo è un’associazione di promozione sociale che viene fondata nel 2015 da un Team di artisti e appassionati  dell’arte, con finalità artistiche e culturali, proponendosi di diffondere e promuovere l’arte, la cultura e tutte le forme artistiche in genere. Tra i suoi intenti principali quello di ideare, studiare e promuovere ogni attività creativa e culturale attraverso “laboratori” di progettazione, sviluppo e diffusione di idee ed attività artistiche.

L’associazione specializzata nell’elaborazione e attuazione di progetti per l’educazione e la fruizione del patrimonio culturale e artistico, collabora sia con varie figure professionali (tra cui una compagnia Teatrale, Docenti d’arte e scienze, scenografo cinematografico, operatori socio-pedagogici, psicologo) sia con associazioni e realtà artistico-culturali presenti nel territorio.

Attraverso le sue attività, GinkGo vuole rendere più fruibili ed accessibili gli eventi culturali sia ai propri associati che alle categorie svantaggiate, per risvegliarne il lato creativo; promuovendo politiche e attività concrete di inclusione e sensibilizzazione all’arte, che vedano i destinatari protagonisti a pieno titolo della vita culturale e sociale della città.

MISSION
Scopo dell’Associazione è quello di offrire al pubblico più ampio la possibilità di arricchire il proprio patrimonio di conoscenze e di fornire validi strumenti in risposta alla crescente domanda nel settore della divulgazione culturale.

Tutte le iniziative di GinkGo sono aperte ai moderni concetti di inclusione, interculturalità, socializzazione e didattica dedicate alla promozione delle opportunità alternative e non convenzionali.

Incentrando i suoi progetti laboratoriali sulle nuove tecnologie nell’ambito dell’Arte, della Scienza, della Comunicazione e della Sostenibilità Ambientale vuole diffondere la consapevolezza dell’importanza delle pratiche artistiche nell’ambiente, contribuendo ad una sensibilizzazione e presa di coscienza ecologica nei confronti del nostro Pianeta. Le attività dell’associazione mettono al centro la rappresentazione visiva e la manualità come strumento di apprendimento e sviluppo creativo. Tra gli obiettivi ruolo centrale riveste il promuovere la collaborazione creativa nella scoperta di nuovi linguaggi di comunicazione che oltrepassano i confini comuni e che possano contrastare una sempre più dilagante analfabetizzazione funzionale.

Perchè GinkGO

Per secoli le genti del Giappone e del mondo sono stati affascinati dalla bellezza e unicità dell’albero del Ginkgo e delle sue foglie dalla strana forma che è considerato un “fossile vivente”, si pensa che la longevità di quest’albero, che può vivere fino a 1500 anni, sia una caratteristica che ha aiutato la specie a sopravvivere per così tanto tempo. Il ginkgo è così resistente da poter convivere con lo stress e il traffico delle grandi metropoli giapponesi, per questo viene piantato come ornamento nelle città e nei sobborghi, donando paesaggi a dir poco suggestivi specialmente quando le sue foglie ingialliscono e cadono. Un testamento alla resistenza del ginkgo è dato dai sei alberi che rimasero in piedi e vivono tutt’ora a Hiroshima, in seguito alla bomba nucleare sganciata ed esplosa il 6 agosto 1945 e che rase al suolo tutta la città. Per questo oggi il ginkgo è considerato un “portatore di speranza” e simbolo di rigenerazione, per la sua grande resistenza e determinazione anche davanti alle asperità della vita.

In particolare da millenni il Ginkgo viene utilizzato per prevenire l’invecchiamento fisico e soprattutto cerebrale. Il più antico trattato cinese sui farmaci, il Pen T’sao, la cui prima stesura viene attribuita all’imperatore Shen Nung, vissuto intorno al 2800 a.C., cita il Ginkgo come un farmaco particolarmente importante, dotato contemporaneamente di qualità yin (femminili) e yang(maschili), e lo definisce “buono per il Cuore e per lo Spirito”.

La capacità del Ginkgo Biloba di proteggere il cervello sembra “scritta” nella forma e nel nome della pianta stessa: è infatti chiamata“biloba”proprio per la forma bilobata delle sue foglie, ossia ripartite in due lobi, proprio come il cervello. Perfino le nervature delle foglie ricordano molto la forma e la disposizione delle fibre nervose del cervelletto.